Visualizzazione post con etichetta dopo cena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dopo cena. Mostra tutti i post

venerdì 16 gennaio 2015

20mq



Ma vi rendete conto che non riusciamo mai ad incastrarci di questi tempi? E' circa un mese che non ci  vediamo. Che donne impegnate! Direi che urge assolutamente un summit per noi.
Finalmente, dopo svariati tentativi, siamo riuscite a scegliere il giorno ma soprattutto la location. Che dite del 20mq? E' comodo, si trova parcheggio facilmente, ma sopratutto è veramente un gioiellino di posto.
E così, armata di guanti, cappello e lucette notturne, mi sono messa in sella alla mia amica  bicicletta e mi sono avviata aldilà del ponte.

IL LOCALE
Arrivando dalle strade a grande impatto architettonico, dove fanno capolino le tartarugone dell'Auditorium  e la rigidità delle forme del MAXXI, siamo accolti da una pioggia di mattoncini di legno dai quali emerge la tinta rosso fuoco che ci ricorda la cubatura che calpesteremo. Ed è proprio in questi pochi metri quadri di suolo che l'Architetto Massimiliano Rubcich ha voluto disegnare il concetto di accoglienza insieme a quello di innovazione. Entrando in questo piccolo grande cubo si percepisce immediatamente la prima particolarità, siamo dentro uno store-caffè: mentre sulla destra si erge il bancone (composto sempre da cubetti) illuminato da corde-lampade, sul lato sinistro del locale sono esposti, con sapiente accortezza, tanti piccoli oggetti ricercati (dai sotto bicchieri in legno lavorato, ai porta ipad in stoffa, dalle lampade con forme bizzarre, ai quaderni in carta riciclata).
Da provare anche lo spazio all'aperto dove, anche per i più freddolosi, è possibile gustare un bicchiere di vino avvolti da morbide copertine di lana mélange.


LA CUCINA
All'interno di questa piccola ma accogliente metratura è possibile iniziare la giornata in perfetto stile London-breakfast, per poi fermarsi a pranzo con insalatone al buffet, centrifughe e nettare di frutta bio, ma anche all'ora del thè (momento, a mio avviso, più adatto) per chiacchierare davanti a tanti piccoli dolcetti sfiziosi (anche kosher) custoditi in magnifiche ampolle di cristallo, per poi terminare con gli aperitivi organizzati in maniera  davvero curiosa (coppette di farro e speck, mini vellutate di patate e porri, bocconcini di pollo fritto da immergere in qualche salsa dal sapore forte). La chiusura serale è prevista attorno alle 22.30 ma di certo è stata pensata per affrontare al meglio la mattina seguente.

STREET STYLE
Leitmotiv dell'ambiente sono gli incastri di forme, i giochi di colore e la stravaganza. Se fossi un'uomo oserei anche io il papillon di legno e pois sui calzini, come elegantemente indossati dal personale.

ATTIVITA' LUDICHE
"Due chili di carciofi, un pò di prezzemolo e mi aggiunga anche quella poltrona di Philippe Stark. Un caffè, un tavolino e due lampade da soffitto"...come sapientemente è annotato sul sito web del locale, 20 mq offre la possibilità di conciliare il buon cibo con il design e lo shopping, si perchè tutto ciò che si trova in ogni angolo del piccolo cubetto è acquistabile, salvo ahimè i simpatici camerieri. Volendo, prima di andare via, ci si potrebbe sfidare ad una partitina a calcio balilla, con pupazzetti rigorosamente di cartone riciclato.

PREZZO
Rapporto qualità prezzo ottimale: per il pranzo a base di carne bio ce la caviamo con 10 euro, per l'aperitivo stravagante rimaniamo sugli 8 euro.

Via flaminia n. 314/c



Orario: lun – sab 8:00 -22:30, chiuso la domenica.
Tel. 06.31052302






lunedì 10 novembre 2014

Baja



Driiiin driiiiin. Squilla il telefono, era Giulia: "Fra ma dove sta sto barcone? Guarda che l'hanno chiuso da un pezzo". "Giulia mettiti gli occhiali e affacciati dal ponte della metro!".
In effetti a molti di noi il nome Baja ricorda le feste liceali con musica sparata a palla, le macchine parcheggiate sotto gli argini del Tevere (quando ancora si poteva) e le scalette sudice e poco illuminate che portano giù. E invece, se ora ci si affaccia dal ponte Regina Margherita, si nota tutt'altro posto: legno accogliente sotto i nostri piedi, divanoni da barca con qualche scalmo appoggiato qua e la, pareti di vetro che lasciano libero lo sguardo sul fiume.
Quella sera Giulia si è dovuta ricredere mentre noi sorseggiavamo birra sulla prua del Baja, pronti a salpare per qualche isola romana.



LA CUCINA
Il Baja è un vascello tutto fare. Si perchè, si può scendere sotto le rive del biondo Tevere (che poi tanto biondo non lo è più) a qualsiasi ora, dalla colazione, al brunch (da provare assolutamente la domenica, arrivandoci magari in bicicletta) all'aperitivo, alla cena e al dopo cena.
Ovviamente, nel pieno rispetto dell'ambiente marinaro, i piatti forti sono quelli di pesce. Da assaggiare obbligatoriamente gli anelli di calamari grigliati accompagnati da una vellutata di ceci. Ma gli chef del barcone sono attenti anche agli amanti delle tagliate di manzo (qualcuno qui si potrebbe sentire chiamato in causa, vero?).
Dulcis in fundo, all'ora di pranzo, i cuochi marinai del Baja si trasformano anche in perfetti agricoltori, attenti ai palati più esigenti, servendo pietanze esclusivamente Bio, in collaborazione con VogliadiBio.



ATTIVITA' LUDICHE
Il Baja è molto di più che un semplice ristorante galleggiante. A bordo del Baja, infatti, ogni domenica viene servito un brunch internazionale a tema (domenica scorsa ho assaggiato delle empanadas degne dei miglior ristoranti di Buenos Aires), con piccoli sconti per bambini e per tutti coloro che arrivino in sella alla propria bicicletta.
Inoltre si possono organizzare feste, cerimonie e serate danzanti sotto coperta.



STREET STYLE
D'estate è d'obbligo maglietta marinara a righette bianche e blu con ai piedi espadrillas color corda. 
D'inverno è rilassante sorseggiare un infuso caldo, affacciati dalla balaustra del vascello, quando il sole inonda di luce la plancia di prua, con addosso una sciarpona calda che ricorda vagamente i vecchi lupi di mare che solcano le acque del nord.


PREZZO
Abbordabilissimi (per rimanere in tema) i prezzi che accompagnano i piatti, sopratutto per quelli di pesce, come, ad esempio, il carpaccio di polpo con dadolata di patate e vinaigrette al limone sui 12 euro.



Banchina Lungotevere Arnaldo da Brescia.
Aperti tutti i giorni, compresi i festivi fino alle 01.00 p.m.

www.bajaroma.it

www.facebook.com/pages/Baja






mercoledì 5 novembre 2014

Inofficina





No non mi andava affatto di uscire, proprio no. Uno di quei sabato sera dove vorresti stare sotto le coperte a guardarti un filmetto mentre la città pulsa, mentre tutti si riversano per le strade anche solo perchè è sabato sera: dai che fai non esci??? Poi suona il citofono "dai amore scendi".
Controvoglia mi trascino verso le scarpe, me le infilo ed esco.
Dove si va? Non ti dico niente, solo la zona Pietralata! Già mi stavo iniziando a svegliare, ad uscire dal torpore della pigrizia serale, verso un quartiere dove nessuno bada a cosa indossi, dove puoi liberamente trovare la baracchetta con i panini salciccia e cicoria più buoni della Capitale.
Nel piccolo parcheggio interno solo moto di grossa cilindrata, cerchioni scintillanti e caschi fiammeggianti. Infatti, varcando la soglia dell'Officina, si intuisce di esser dentro una realtà riservata esclusivamente ai centauri muniti di jeans strappati e giubbotto di pelle nera. E' la sede di un ex officina meccanica, recuperata tramite l'utilizzo di accessori originali trovati con l'aiuto di una cooperativa di carcerati milanesi (come si legge su facebook). Sui muri sono appesi pezzi di vecchie moto, ci sono graffiti e murales da periferia e il tutto accompagnato da camerieri estrosi e simpaticissimi.


CUCINA
Il piatto forte, a mio avviso, sono le pepite di pollo allevato a terra, fritte e accompagnate con delle maionesi rivisitate in una maniera pazzesca dallo chef : ne avrei mangiate a palate (testimoni i miei amici del corso che ho portato una seconda volta a cena qui). Inoltre si possono assaggiare dei kebab ed hamburger ricchissime, accompagnandoli con delle crocchette innovative e succulente.



STREET STYLE
E' d'obbligo indossare almeno un' accessorio di pelle (possibilmente nera) per andare d'accordo con l'ambiente meccanico. Un must: arrivare a bordo di una ducati monster 696, possibilmente accompagnati da un aitante centauro di bella presenza.


PREZZO
Nella norma. Per le pepite di pollo è consentito di certo il bis.


Aperto tutte le sere. Consigliata la prenotazione.

Via Mesula 12.

https://www.facebook.com/pages/Inofficina




lunedì 8 settembre 2014

La Maisonette Ristrot




Era un venerdì insolito di inizio settembre, dove nessuno dei miei amici aveva voglia di uscire, dove nessuno rispondeva alle proposte, come se ci fossimo già tutti incupiti all'idea di riincanalarsi  nella solita routine cittadina, come se, tutto ad un tratto, l'autunno fosse piombato su di noi. 
Nessuno, tranne il mio Matteo e la mia meravigliosa compagna d'avventure (in questo caso gastronomiche) Chiara.
Così, facendo affidamento solo sul mio spirito curioso, ci siamo catapultati nel traffico tiberino, avendo come unica meta il recente "ciber" collegamento che illumina e modernizza tutto il quartiere di Garbatella, il maestoso ponte bianco dell'Architetto Del Tosto. Ed è proprio questo aereodinamico elemento architettonico che domina il panorama attorno alla Maisonette, stagliandosi imponente sopra gli alberi di fichi, sopra al dondolo in ferro battuto, sopra gli attrezzi da lavoro, sopra le piccole tegole color mattone che ricoprono il Ristrot. Si perché scendendo le scalette che da via Giacinto Pullino conducono al porticato della Maisonette, si coglie immediatamente il contrasto che c'è fra gli edifici squadrati ed asettici tipici della zona industriale di Ostiense e le forme accoglienti e rustiche della Garbatella vecchia.
Sedendomi sul dondolo bianco, all'ombra di un ospitale alberello, sorseggiando un buon bicchiere di Chianti del 2011, mi sono sentita per un attimo proiettata indietro di 60 anni, nella tranquilla vita di periferia romana che una volta si svolgeva alle porte della capitale.



LA CUCINA
Il Ristrot, sorto dalla restaurazione di una piccola casetta sulla vecchia via Ostiense, riesce a conciliare a meraviglia l'antico con il moderno, l'aspetto rustico con il design urbano, il tutto non solo tramite l'arredo ricercato da un attento proprietario, ma anche mediante ingredienti semplici ma ben studiati per accontentare altresì i palati abituati ai sapori di una volta (non a caso ho notato una lunga tavolata di teste brizzolate). Crostino di straciatella di burrata, pomodorini semi secchi e alici; baccalà in pastella di birra, humus, patate e tanto altro.
La Maisonette vi accoglie non solo per sfamarvi nelle ore classiche del pranzo e della cena, ma anche per regalarvi delle merende pomeridiane (o per i più volenterosi anche intense ore di studio, con wifi annesso) insieme a squisiti dolci home made fatti sul momento (sufflè al cioccolato con crema inglese al pepe verde vanigliato: cioè, non so se mi spiego).



ATTIVITA' LUDICHE
Oltre a serate radical-trandy dove scambiare due chiacchiere con gli artisti che popolano il quartiere Ostiense, ogni martedì sera La Maisonette ricrea un piccolo angolo jazz dove farà da principe il sassofono di Gianluca Vigilar accompagnato dai sui musicisti.
Altra particolarità, che durerà però solo fino al 17 settembre, è la rassegna cinematografica "Uno sguardo dal ponte" che il Ristrot offre, proiettando sui murales vecchie pellicole.



STREET STYLE
Meglio rispettare l'eleganza easy chic tipica di chi frequenta le sponde del biondo Tevere. Un consiglio: evitare come la peste il rosso (il colore delle pareti) se non volete passare completamente inosservati.



PREZZO
Moderati con porzioni non troppo abbondanti. Suggerimento: abbinare le polpettine con qualche antipasto.


Aperti dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle 10.00 del mattino fino alle 2.00 di notte.
Lunedì riposo.
Utile l'ampio parcheggio esterno.




domenica 7 settembre 2014

Prati Urbani



Ore 23.30. Ero in super ritardo per raggiungere le mie amiche. Correvo attraversando il groviglio di vie a scacchiera tipiche del quartiere Prati, nel tentativo di trovare il locale dove ero attesa. Tutto ad un tratto eccolo li che spunta luminoso dalla assopita via Pierluigi da Palestrina: Prati Urbani. Già il nome ha portato la mia mente a fantasticare su quei vertiginosi terrazzi newyorkesi immersi nella giungla cittadina. 
Sono entrata tutta trafelata, sicuramente con i capelli più arruffati del solito (in effetti ci vuole poco) e ad accogliermi all'entrata, oltre le mie bionde, c'era una fresca parete di muschio verde acceso, che mi ha riportato alla memoria l'angoletto dell'orticello ordinato di mia nonna. D'altronde quale miglior modo per amalgamarsi con il quartiere se non quello di Prati verdi appesi? 
Ma la sorpresa delle sorprese, che mi ha fatto sentire coccolata, non è stato tanto il cameriere che mi ha servito immediatamente, senza che io aprissi bocca, un bicchiere d'acqua gelata aromatizzata da una fettina di cetriolo (ero tanto sconvolta? chissà), quanto, udite udite, un quadratino di plastica scoppiettante, si proprio quello utilizzato per imballare la merce fragile, motivato come "antistress"!

E si, perchè nell'atmosfera di Prati Urbani il must è rilassarsi, distendersi, allentare le cinghie delle responsabilità che quotidianamente ci stringono. Infatti, proprio per conciliare al meglio la nostra serenità con l'ambiente che ci circonda, Prati Urbani mette a disposizione dei propri clienti un servizio di Bookcrossing”, ideato negli USA, che da la possibilità di scambiarsi libri. Basta prenderne uno tra quelli sugli scaffali, lasciandone un altro a piacere.



LA CUCINA
Soffermandoci sull'aspetto gastronomico, Prati Urbani cerca di offrire un piccolo angolo silenzioso dove far riposare anche il palato, proponendo piatti genuini, semplici ma ricercati nel gusto e nell'aspetto. Per non parlare poi dei raffinati cocktail elaborati dal bartender e serviti ognuno con un calice diverso, a seconda dei gusti e dei colori.



ATTIVITA' LUDICHE
Come sopra accenato, questo fantastico cantuccio, se vogliamo anche un po' bucolico, offre la possibilità di fermarsi a leggere libri su delle comode poltroncine hi-tech e, una volta terminata la lettura, scambiare con il vicino di salotto, tramite l'attività di "bookcrossing".



STREET STYLE
E' incredibile quanti prataioli si trovino in questo posto!
Richiamando il taglio dei caffè svedesi, Prati Urbani riesce a dare un tocco di cosmopolitismo anche al vecchietto che entra solo per leggere il giornale, donando energia a questo quartiere che da tanto la bramava (parola di una prataiola doc). 
Insomma da non meravigliarsi se anche la stizzosa Regina Elisabetta si sedesse a navigare con il suo Mac.



PREZZO
Il menù é stato architettato per soddisfare ad ogni ora del giorno anche i palati più fini. I prezzi, quindi, sono rispettosi delle creazioni dello chef.
La selezione di piatti varia dalle colazioni italiana ed internazionale, passando per piatti nati dalla fusione della cucina tradizionale italiana con il finger food per arrivare a cocktail home-made.





Aperti dalle 7 a.m. alle 2 a.m no stop, sette giorni su sette.
Sabato e festivi dalle 5.30 p.m. alle 2 a.m..
www.facebook.com/pages/Prati Urbani

lunedì 5 maggio 2014

La Casetta





Una sera qualunque di febbraio, Chiara, Meggy, Fede ed io decidiamo di avventurarci fra le viuzze del quartiere Monti, alla ricerca di un posticino caldo per  chiacchiere fra amiche, ma soprattutto per accontantare la mia irrefrenabile voglia di cioccolato. 
Camminando velocemente nella speranza che quel freddo fastidioso smettesse di infilarsi sotto il cappotto, ci siamo arrestate di colpo, poco prima della piazzetta di Monti. I nostri occhi si sono illuminati alla vista di un angoletto incantato, avvolto nel verde dell'edera, prima del grande caos della movida monticiana: La Casetta di Via Madonna dei Monti.
Subito il pensiero vola dentro  quelle fiabe, con mondi abitati da folletti, fatine che sfornano torte e case fatte di biscotti.
"Ià, dobbiamo assolutamente entrare!". "Ovvio".

Una volta varcata la soglia fatata, tutto appare in una dimensione, oserei dire, quasi non umana. Sedioline, tavolini che si incastrano alla perfezione, in un simpatico mosaico colorato, appendini che sbucano negli angoli più improbabili per sfruttare al meglio lo spazio. Pochissimi sono i posti a sedere, come se davvero fossimo entrate nella capanna di qualche elfo.
Nonostante le mie gambe fossero intrecciate fra quelle delle mie amiche, i nodi della poca comodità sono stati immediatamente sciolti da una delziosa fetta di torta calda al cioccolato (oooh, sì!) servita da un attento signore, con cui abbiamo tenuto una lunga discussione sulla gestione della casetta magica. Cinque minuti e già mi vedevo dietro quel bancone di legno grezzo a bollire confetture prelibate.



CUCINA
La Casetta della Madonna dei Monti è per i più mattutini: apre presto e chiude dopo l'aperitivo, fino ad un massimo delle 23:00 circa.
Per colazione si possono trovare profumati croissant (ai cereali, con miele o frutti di bosco, al cioccolato) per chi li cerca ci sono anche i waffles e poi spremute di ogni tipo, yogurt greco con miele e ovviamente litri di caffé. Un'attenzione particolare è rivolta agli intolleranti, utilizzando a richiesta anche il latte di soia.
Per pranzo si può approfittare delle schiacciate, un pane-pizza da farcire con formaggi e verdure di ogni tipo, oltre a rustici salentini, insalate, polpette e un'infinità di altri sfizi. Vabbé, che ve lo dico a fà?
Ovviamente perfetto per l'ora del the e, per i più ghiotti come la sottoscritta, ci sono dolci meravigliosi, diversi ogni giorno, che sembrano appena usciti dal forno della nonna.



ATTIVITA' LUDICHE
LA Casetta, oltre a fornire un intimo ristoro, per i più fortunati offre anche un incantevole alloggio proprio al di sopra dei fornelli. Durante l'anno è attivo un servizio di bed&breakfast, che regala il sogno di svegliarsi con il profumo di cornetti, aprendo le finestrelle su quel paesaggio che sono Monti sa donare.



STREET STYLE
Avete presente quando fuori piove e si sta sul divano, al calduccio, muniti di pantofole e immancabile coperta a quadrettoni? Ecco a La Casetta si potrebbe andare azzardare un bel pigiamone di pile.
Frase fatidica: non c'è la tv, ma in compenso si sentono gli uccellini che giocano con l'edera.


PREZZO
Ottimo.  Bis di dolce assicurato.

Aperti a pranzo e la sera fino alle 23.00 circa.